'E' stato un colpo di fulmine' Extra di Natale 🌲

Buona vigilia di Natale con due extra di 'E' stato un colpo di fulmine'! 

Spero sia un giorno ricco di gioia 💗


EXTRA 1 - Sergej

Sergej guardò il display del computer e si accigliò. Era il cinque dicembre e non aveva ancora pensato ad un regalo di Natale per Daniel. Quello sarebbe stato il primo che avrebbero trascorso insieme e in tutta onestà non aveva idea di cosa potesse regalargli. 

Che si regala ad un imprenditore super ricco? Mordendosi il labbro inferiore, incrociò le mani sul petto, ci pensò a lungo e poi digitò sulla tastiera 'Regali per una persona che ha tutto'.

Guardò i risultati solo per deprimersi ancora di più. Poteva mai regalare a Daniel uno 'spillatore per birra' a forma di Babbo natale? No. Assolutamente no.

"Aaah" sospirò stanco. Riprovò ancora, ma tutti i risultati gli sembravano banali e non degni di nota. Spense tutto e si lanciò sul divano, era da un po' ormai che era a casa del Capo e si stava ambientando facilmente. Anzi, gli piaceva molto. 

"Manca qualcosa" sospirò guardandosi intorno, la casa era elegante, ma era pur sempre il periodo natalizio. Doveva rimediare, prese il cellulare e chiamò Daniel. 

"Sergej?" la voce vellutata dell'altro sembrava leggermente preoccupata. 

"Daniel" rispose allegramente "Ti va di decorare casa insieme?"

Dall'altra parte del cellulare il capo restò per un attimo in silenzio "Decorare? Vuoi che chiami qualcuno a farlo? La governante sicuramente avrà in mente qualcosa."

Il ragazzo rimase senza parole "Se lo fa qualcun altro al posto nostro che divertimento c'è?"

Daniel sembrò pensarci e poi annuì "Sarebbe la mia prima volta"

Sergej rimase ancora più sorpreso "Non hai mai decorato casa per Natale?"

"In realtà non l'ho mai fatto io, c'era sempre qualcuno pagato dai miei e quando poi sono rimasto solo ho affidato il compito alla governante"

Il cuore del ragazzo si strinse in una morsa di dolore pensando che Daniel non aveva mai fatto un albero con i propri genitori. "Capito... io e Jeremi lo facciamo sempre insieme, ma lui adesso è da Maxi e poi... è il nostro primo Natale"

"Allora appena torno da lavoro andiamo a compare le decorazioni" esclamò il capo e Sergej sorrise felice. 

"Va bene, ti aspetto" rispose staccando poi la chiamata. 

Contento, il ragazzo andò a prepararsi. Fece una doccia veloce per poi indossare jeans neri, felpa bianca e un berretto abbinato. 

Daniel arrivò a pomeriggio inoltrato, appena entrato la prima cosa che fece fu raggiungere il suo uomo, circondarlo con le braccia e stringerlo a sé. Dopodiché gli chiese se fosse pronto e una volta che ne ebbe conferma uscirono. 

Sergej era elettrizzato, non stava nella pelle e avere Daniel vicino lo rendeva solo più euforico. Se qualche mese prima gli avessero detto che avrebbe decorato casa con il proprio capo, avrebbe detto loro che erano pazzi. Invece ora, era dal lato passeggeri immaginando già quali colori potevano abbinarsi allo stile della casa. 

Visto che era una cosa tutta loro, per quella volta Daniel aveva congedato l'autista ed era lui stesso a portare l'auto. In poco tempo arrivarono al centro commerciale e partirono con lo shopping. 

In tutta onestà, l'idea del regalo torturava ancora la mente del giovane. Quindi tra un negozio di oggettistica e l'altro sbirciava i vari negozi in cerca di un'idea. 

"Ti serve qualcosa Sergej?" chiese Daniel, all'ennesima occhiata. 

"Eh?" il ragazzo arrossì "No, no... sono solo..." in cerca di una scusa indicò le luci "Sono belle le vetrine così"

Daniel sorrise e Sergej ricambiò nervoso.  Erano quasi in procinto di entrare in un negozio per comprare l'albero quando un luccichio attirò la sua attenzione, era un negozio di gioielli e nella vetrina c'era uno splendido ferma cravatte d'oro bianco, era a forma di foglia con un piccolo brillantino alla base. C'era anche un cartello con su scritto che poteva essere personalizzato con il nome. Il ragazzo lo guardò ad occhi sgranati pensando che potesse essere un buon regalo, ma non ebbe modo di fermarsi perché Daniel lo richiamò. 

Devo ritornare... pensò con una piccola speranza nel cuore.

"Che ne dici di questo?" chiese il capo, riportandolo alla realtà. Sergej alzò gli occhi sull'albero e sussultò. 

"Questo?" chiese sorpreso. 

"Non ti piace?" Daniel sembrava dubbioso. 

"Oh, sì..." rispose "ma non è troppo grande? E' alto tre metri e ci vorranno altre decorazioni, quelle che abbiamo non basteranno. Per non contare il prezzo..." bisbigliò, pensando al regalo che aveva in mente per Daniel.

"Non devi preoccuparti per quello. Più grande è l'albero e più tempo passeremo insieme" si lasciò sfuggire l'uomo, al che Sergej calò di più il berretto e scosse il capo. 

"Siamo sempre insieme" finse di lamentarsi.

Daniel ignorò apertamente le parole e chiamò una commessa. Da lì, persero ore a scegliere palline, fiori, lucine e tanto altro. Anche la commessa dopo un po' sembrò stremata. 

Arrivati alla cassa, la ragazza si alzò sulle punte per guardarli al di sopra del mucchio di cose che avevano preso. "E' tutto? Siamo alla chiusura..." chiese, nella speranza che si fermassero lì. 

Per la fortuna di Sergej, Daniel annuì e con grande pazienza la donna li aiutò ad infilare tutto nel carrello. 

"Forse abbiamo esagerato" sussurrò il ragazzo, quando vide che non entrava più nulla e furono costretti ad essere aiutati.

"Ah sì? Volevo andare in un altro negozio, ma è un po' tardi..." si lamentò Daniel e Sergej pensò che ci avesse preso gusto. 

"Torniamo a casa, così domani possiamo decorarla."

Daniel lo guardò stranito prima di chiedergli: "Perché domani. Lo faremo stasera! Ordino qualcosa da mangiare e ci mettiamo al lavoro."

"Abbiamo tutto il tempo di farlo domani, perché vuoi farlo stasera?"

Daniel però era irremovibile, e ignorando di nuovo le sue parole spinse il carello colmo di cose. Sergej lo guardò e non poté fare a meno di ridere. Prese il cellulare e gli scattò una foto senza farsi notare. "Mi piaci molto in queste vesti..." lo prese in giro. 

Di nuovo, l'uomo lo ignorò. Stupefatto da quel comportamento, i due tornarono a casa per poi mettersi effettivamente al lavoro dopo aver mangiato. 

Purtroppo nessuno dei due era davvero portato per decorare casa e l'albero, benché fosse bello di suo, risultò leggermente storto. 

"Forse dovremmo aggiungere altre palline" disse l'uomo, aveva la camicia mezza sbottonata e le maniche tirate fino al gomito. Sergej si lasciò distrarre per poi scuotere il capo. 

"Va bene così. Non c'è un ramo libero! Proviamo le luci. Dov'è il filo?"

Daniel glielo passò e il ragazzo lo infilò nella presa elettrica. Alla fine avevano optato per un albero rosso, bianco e oro, con luci argento. L'effetto era bellissimo, tutto sommato erano stati bravi. 

"E' bello" disse soddisfatto Daniel facendo un grosso sorriso "E' il mio primo albero" bisbigliò e Sergej notò una nota di soddisfazione e felicità pura.

 "E'... sicuramente particolare" sussurrò il più giovane, osservando più che altro il suo uomo.

Daniel attirò l'altro tra le braccia e gli baciò la fronte "Dovremmo mettere le altre luci per la casa!"

"E babbo natale gigante che hai comparto..." gli ricordò.

Daniel annuì e, nonostante fosse notte inoltrata, insieme finirono di decorare con gli altri oggetti comprati. Tra candele, luci, fiori e ghirlande, Sergej trovò anche del vischio. 

"E questo?"

Daniel sorrise e lo prese tra le mani alzandolo tra loro due "Volevo vedere cosa si provasse". Sergej non ebbe modo di rispondere che Daniel catturò le sue labbra in un dolce bacio. 

"Direi che è una bella sensazione" sorrise malizioso "Dovrei portarmi del vischio sempre in tasca"

"Non hai bisogno del vischio per potermi baciare" lo rimproverò per poi guardare il loro lavoro "Adesso dovremmo solo riordinare e comprare i regali"

"Ah... giusto!" Daniel si allontanò un attimo e Sergej si chiese cosa stesse facendo. Ritornò indietro con cinque pacchetti di diverse dimensioni. 

"Cosa sono? Dove li avevi nascosti?" chiese osservandolo mentre li posizionava sotto l'albero. 

"E' dal primo dicembre che ti compro un regalo. Voglio che tu abbia tutto."

Sergej lo guardò stupefatto e ripensò al suo di regalo, vergognandosene "Non... non è un po' troppo?"

Daniel scosse il capo, ancora più contento "Non è mai troppo! E' il nostro primo Natale"

Il ragazzo non aveva parole, si avvicinò all'altro e lo abbracciò da dietro "Restiamo un po' così" gli disse, appoggiando la testa sulla sua schiena ampia. Dopo un po', in cui Daniel osservava il loro lavoro e Sergej lo stringeva, il ragazzo disse: "Sono contento di averti conosciuto"

Daniel gli strinse le mani che aveva intrecciato sul petto e le baciò "E' solo l'inizio..."

"

 

 

EXTRA 2 – Daniel

Finalmente Natale era arrivato! Daniel non stava nella pelle dall'emozione. 

Sergej gli aveva dato il via libera e così il capo aveva organizzato la cena della vigilia e il giorno di Natale.

Onestamente aveva deciso di non esagerare e di fare una cena intima con lui per poi magari uscire a piedi e guardare le luci. Era il loro primo Natale e voleva che tutto fosse perfetto, peccato che il ventiquattro della vigilia il regista della nuova serie in corso lo chiamò tramite la sua segretaria.

"E' urgente?" chiese l'uomo, a telefono con Sally.

"Sì, purtroppo" sospirò tristemente la ragazza, era già pomeriggio inoltrato e giustamente anche lei non vedeva l'ora di tornare a casa e festeggiare.

"Me ne occupo io allora, puoi andare a casa" senza neanche vederla, Daniel poté sentire la sua felicità. Dopo poco le passò il registra e, dalla sua scrivania, accese il vivavoce in modo da posare poi gli ultimi documenti e tornare da Sergej. 

"Signore, sta nevicando!" esordì eccitato l'uomo. 

"Quindi?" rispose distrattamente, sapeva che il nuovo regista era alquanto eccentrico e voleva la sua approvazione per tutto, tanto che era dovuto andare più di una volta personalmente sul set.

"Voglio che venga qui a vedere l'ultima scena. Se andrà bene, la serie sarà finita!" disse l'uomo, commosso dal fatto che stesse nevicando. In tutta onestà, Daniel invece s'immaginava già con Sergej stretti l'uno all'altro dinanzi al camino con un buon bicchiere di vino e del cibo caldo. 

"Signor Ad è la Vigilia di Natale, risparmi a tutti questo supplizio e li faccia tornare a casa!" borbottò Daniel impaziente. 

"Cosa? Signore è impazzito? Questa è un'ottima opportunità, le previsioni danno sole per la prossima settimana. Non voglio assolutamente rinunciarci altrimenti... altrimenti..." cominciava ad agitarsi.

Daniel lanciò una rapida occhiata all'orologio e calcolò i tempi "Vengo solo se per le otto finiamo" disse con rammarico, sapeva di comportarsi come un bambino capriccioso, ma questo non solo era il primo Natale con Sergej ma era il primo Natale che festeggiava da anni!

"Sì! Ce la faremo sicuramente!" disse l'uomo euforico.

Daniel non perse tempo, spense tutto e uscì di corsa dallo studio. Ordinò a chi era ancora in ufficio di andare via e chiamò l'autista. "Accompagnami e poi sei libero, prenderò un taxi dopo" gli disse quando arrivò.

"E' sicuro, signore? E' un giorno di festa oggi." aggiunse subito dopo "Le lascerò l'auto, io abito lì vicino e non sarà difficile raggiungere casa"

Daniel non era molto convinto, ma vedendo il sorriso genuino dell'altro annuì. Guardò l'orologio sul telefono e mandò un messaggiò veloce a Sergej avvisandolo dei suoi spostamenti e che avrebbe ritardato, dopotutto erano ancora le quattro del pomeriggio. Avrebbe impiegato una mezz'oretta per arrivare sul set, tutto sommato aveva ancora tanto tempo per la cena ed era abbastanza fiducioso.

Purtroppo per lui la sua fiducia crollò quando le otto in punto scoccarono e la scena non era ancora finita. Il regista continuava a fermare i due ragazzi e dire loro di immedesimarsi di più, che era il gran finale e che doveva essere perfetto. Peccato che la neve rendeva tutto più difficile e stesso gli attori e la troupe avevano freddo, costringendo così tutti a fare una pausa caffè ogni tot tempo. 

Daniel più e più volte aveva detto di finirla, ma il regista aveva addirittura minacciato il licenziamento. Alla fine, quando proprio non ne poteva più Daniel ordinò di finire tutto entro un'ora e quindi alle nove tutto fu terminato anche se il regista non era propriamente contento, infatti continuava a lanciargli occhiatacce e dire che non avrebbero più collaborato. Daniel sapeva che avrebbe sbollito successivamente la rabbia e lo ignorò.

Peccato che, non appena fu tutto messo da parte, i dipendenti vennero a fargli gli auguri e proposero un brindisi per il Natale, fortunatamente una ventina di minuti dopo Daniel promise loro una cena aziendale il ventisette in cui avrebbe offerto loro quello che volevano. 

Ormai erano le nove e mezzo quando si mise in auto, sarebbe arrivato verso le dieci e dieci a casa, ma era tutto ancora fattibile. Disse a Sergej che stava arrivando e che avrebbe preparato lui stesso la cena di Natale, infatti aveva dato a tutti il giorno libero. L'unica cortesia che aveva chiesto alla governante il giorno prima era di fargli trovare gli ingredienti freschi in frigo. Aveva in programma di fare delle linguine all'astice e della frittura di mare.

Poco dopo tutta la tristezza inondò Daniel, cos'era tutto quel traffico? Imprecò cercando di superare l'ingorgo, ma era impossibile. Quei quaranta minuti di auto si trasformarono in più di un'ora e purtroppo per lui arrivò a casa che erano quasi le undici. 

Guardando le luci spente e solo l'albero acceso, sperò che Sergej non fosse andato a dormire e si apprestò ad entrare con il magone nel cuore. Appena vide il ragazzo tenerezza e tristezza inondarono il suo viso. 

Era semisdraiato sul divano ed era addormentato, davanti a sé c'erano due piatti di pasta poggiati sul tavolino, due calici di vino bianco, tovaglioli rossi e posate abbinate, il fuoco quasi spento, a far luce c'erano solo le lucine dell'albero e quelle che avevano messo in giro per casa.

Daniel ravvivò la fiamma per poi mettersi comodo di fianco al ragazzo. "Sergej?" chiamò dolcemente "Mi dispiace..."

L'attore aprì gli occhi e lo accolse con un enorme sorriso "Sei arrivato" non c'era accusa nel suo tono, piuttosto era solo dispiaciuto per la pasta, infatti la indicò "Mi sa che è da buttare"

Daniel scosse con vigore la testa, attirò Sergej più vicino a sé e prese il piatto "Non credo proprio, sarà buonissima"

Nonostante le lamentele del ragazzo i due si strinsero e tra una chiacchiera e un'altra, un bacio e l'altro e una carezza e l'altra mangiarono quello che era stato preparato dal ragazzo. A mezzanotte passata Daniel si alzò e andò a prendere un pezzo di panettone artigianale al gelato. Lo mangiarono di gusto, dopodiché Daniel strinse Sergej al petto, entrambi avevano lo sguardo rivolto verso la fiamma.

"Buon Natale, Daniel" sussurrò Sergej dandogli un bacio leggero sulla guancia "Vuoi il tuo regalo adesso?"

Daniel volse lo sguardo al suo ragazzo e gli baciò la fronte "Adesso voglio un altro tipo di regalo..." prendendo delicatamente l'attore tra le braccia lo portò in camera, chiuse la porta e si dedicò completamente a lui.

 

Il mattino successivo, essendo entrambi liberi, si alzarono con tutta calma. Daniel era riuscito a svegliarsi un po' prima e per farsi perdonare era sceso giù a preparare la colazione.

Quando tutto fu pronto, neanche lo avesse chiamato, con solo la sua t-shirt Sergej si presentò in cucina. Era così tenero che gli diede un caldo sorrise e, per tutta risposta, l'altro quasi arrossì. Era raro vedere Daniel rilassato e sorridente. 

Completamente a suo agio, consapevole che erano entrambi soli, il ragazzo si mise seduto sullo sgabello della cucina e guardò quello che aveva preparato il compagno. La tavola era imbandita con molte prelibatezze, dolci e salate.

"Hai impiegato molto?" chiese, addentando una brioche al cioccolato. 

"No," scosse la testa "in realtà la base era già pronta!" e gli versò un succo all'arancia. 

Entrambi gli uomini mangiarono senza staccarsi gli occhi di dosso e solo alla fine si accorsero che all'esterno tutto era diventato bianco. 

"E' bellissimo" disse Sergej avvicinandosi alla porta finestra che dava sulla piscina.

"Sono d'accordo" rispose l'uomo, accarezzando sfacciatamente il suo sedere coperto solo dall'intimo. 

"Smettila!" lo colpì il ragazzo "Dopo usciamo?"

Daniel annuì prima di prendergli la mano e portarlo all'albero, al di sotto c'erano molti regali e quasi tutti destinati a Sergej. 

"L'anno prossimo ne voglio solo uno!" fingendo di non sentire, il capo gli passò un primo pacchetto a caso. 

Il più giovane lo scartò eccitato solo per poi imbarazzarsi e nasconderlo di lato "Ti sembra il caso?" chiese a metà tra l'arrabbiato e il divertito.

"Cosa?" domandò fingendo ingenuità per poi prendere il pacchetto e portare fuori un paio di manette pelose nere. 

"Non credevo," sbuffò Sergej "avessi simili... pensieri" sputò fuori scuotendo la testa. 

Daniel sorrise e mise da parte il regalo "Potremmo sempre provare. Ce ne sono altri, non è solo quello. Cerca bene"

Sergej aprì regalo dopo regalo, restando sempre più sconvolto e preoccupato da Daniel. Oltre alle manette c'erano altri giochini oppure regali abbastanza stupidi, come un grembiule con su scritto 'Daniel è mio marito'.

Alla finì restò solo un pacchetto, piccolo anche quello. "Spero non siano altre manette"

Daniel lo guardò senza rispondere, aveva lasciato quello apposta per ultimo. "Aprilo" sussurrò dopo un po'.

Sergej scartò con mani tramanti il pacchetto di velluto e quando aprì la scatolina restò senza parole. Erano due anelli, sottili e con piccoli diamanti. Brillavano come la luna riflessa in un lago limpido. 

"E questi?" chiese l'attore sorpreso. 

"Sergej... non credo di avertelo mai chiesto direttamente" sorrise, prendendogli le mani "Vorresti essere il mio ragazzo?"

L'attore arrossì immediatamente, si leccò le labbra e distolse lo sguardo "Cos'è tutto questo romanticismo?" borbottò.

"E' un no?"

"E' un sì!" quasi urlò tanto era imbarazzato. 

Daniel allora gli mise l'anello che miracolosamente andò alla perfezione, e poi indossò il suo. 

"Adesso tocca a te" disse il ragazzo imbarazzato e prese due pacchetti. Il primo era davvero molto sottile, quasi un foglio. 

Daniel lo prese con rispetto e lo aprì stando attento a non rompere la carta. Appena vide cosa c'era scritto sorrise da un orecchio all'altro. "Hai adottato un albero e gli hai dato i nostri nomi?"

Sergej annuì "Troppo banale?"

Daniel scosse il capo "No, assolutamente. E' tutto nostro" disse contento, leggendo le varie informazioni e il tipo di albero scelto, un Palissandro "E' un'iniziativa stupenda"

"Lo penso anch'io" sussurrò il compagno "ma non mi sembrava abbastanza, quindi..." prese l'altro pacchetto e glielo passò "ecco qui"

Daniel mise da parte con cura il foglio e prese l'altro regalo "Vale anche per te, l'anno prossimo mi basta un regalo. Già solo l'albero sarebbe stato sufficiente!"

Sergej trattenne le parole e osservò il volto di Daniel che scartava il regalo. A tempo stesso anche il capo era nervoso, da quanto tempo non riceva un regalo? Era commosso. 

Quando vide il ferma cravatte d'oro bianco con il suo nome inciso, il cuore dell'uomo sussultò e gli occhi brillarono. "Grazie..." riuscì solo a sussurrare per poi prenderlo tra le braccia e stringerlo. 

Questo è davvero il natale più bello della mia vita...

I ragazzi dopo aver sistemato tutto uscirono a pranzo fuori e poi semplicemente passeggiarono per le varie strade della città tenendosi per mano, giocando di tanto in tanto con la neve. Quando fu sera e le luci furono accese, i due si fermarono a guardare le luminarie e si strinsero l'uno all'altro. 

"Sergej..." chiamò il compagno "Grazie per aver cambiato la mia vita" sussurrò, poggiando il capo sulla testa all'altro "Buon natale"

"Buon Natale, Daniel" rispose amorevolmente il ragazzo intrecciando la mano con l'altro. 

I due anelli brillavano più che mai.

 


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