'I classici di Manu' ci porta 'Le tigri di Momprancem' di E. Salcari
Bentornat* a "I classici di Manu"! Oggi parliamo di un romanzo di avventura, un classicone nostrano, considerato adatto ad adulti e non. Ora, abbiamo tutti presente Sandokan, no? Ecco, io credo di aver fatto l'errore enorme di leggere questo libro dopo aver visto i cartoni da bambina e i film con Kabir Bedi, quindi avevo dei ricordi molto diversi di Sandokan e delle sue avventure. Tanto per cominciare il libro inizia con il nostro protagonista che si sta lagnando, anzi, sta letteralmente piagnucolando, perché ha sentito parlare di questa fanciulla meravigliosa, dalla bellezza incomparabile, e deve essere assolutamente sua, perché si è perdutamente innamorato e non può più vivere senza di lei. Così. Senza nemmeno averla mai vista. Senza che si siano scambiati mezza sillaba. Solo sentendone parlare dai suoi uomini, che l'hanno vista da lontano, col binocolo. Un binocolo di quei tempi eh, non uno di adesso. Ve lo immaginate? Il terrore dei sette mari piagnucola per un...







