'Sei tu' una nuova storia su Wattpad e un nuovo viaggio per noi!
Buon giorno con una nuova storia!
E' da un po' che ho iniziato una nuova storia su Wattpad e visto che mi sono un po' arenata, voglio portarla anche qui con la speranza di finirla. Che ne dite?
Ricordate che la storia non è editata e che non ho mai scritto Omegaverse, quindi per favore perdonatemi!
Vi lascio il prologo.
Buona lettura, Camy 💙
Ps. Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti 💋
Prologo
Peter si preparava a quel giorno da anni.
Era riuscito a farsi ammettere all'università più facoltosa del paese, anche se il suo stato sociale non era proprio dei migliori. A dirla proprio tutta, poteva definirsi apertamente povero. Senza genitori e senza soldi.
Fortunatamente il suo impegno e tanto studio, gli avevano fatto vincere una prestigiosa borsa di studio.
L'università da anni formava giovani ragazzi in diversi campi, portandoli anche a lavorare per i Reali e far salire così il loro prestigio.
"Avrai dei problemi? Hai preso le medicine?" Chiese sua nonna, l'unica parente che conosceva e che si era presa cura di lui fin da piccolo.
"Sì" disse con sicurezza, la sua valigia ne era piena. Non aveva molti vestiti, in compenso era piena di inibitori.
"Quella scuola non è giusta..." brontolò la donna dalla chioma argento "troppi, troppi alpha. Per un piccolo omega come te..."
Effettivamente proprio perché la maggior parte voleva lavorare a corte, quasi tutti gli alpha sceglievano l'università PREST proprio per farsi formare anche fisicamente, oltre che culturalmente. Tutti erano obbligati a seguire corsi fisici, anche i pochi omega e beta che la frequentavano.
In più era un'università molto severa, che formava i ragazzi con rigore, infatti tutti, nessuno escluso, era costretto a soggiornare lì. Era talmente rigida che non tutti la preferivano, scegliendone invece qualcuna più leggera facendo sì che non ci fossero molte classi.
Una scuola così era però inevitabilmente per chi volesse far davvero carriera e fortunatamente una volta l'anno svolgevano dei test anche per i ragazzi che non potevano permettersi l'astronomica cifra della retta offrendo una cospicua borsa di studio insieme a vitto e alloggio.
"Non sono piccolo, ho diciannove anni" Protestò il ragazzo, prendendole le mani rughese. Le accarezzò la fede e sorrise, sua nonna amava profondamente il marito. Si erano incontrati per poi non lasciarsi più, tranne poi essere separati quando il nonno si ammalò e la lasciò.
"Per me sei piccolo. Un piccolo omega da proteggere. Ah, se solo fossi nato Alpha. Guarda... guarda quelle braccia magre, quel corpo sottile, quel viso tondo. Come ti difenderai?"
"Nonna non ho bisogno di qualcuno che mi protegga, non siamo più ai vecchi tempi"
"Ma quella scuola..." provò a dirgli la donna.
"Nell'università ci saranno persone per bene. Non tutti vi accedono, e poi da quest'anno ci sarà il Principe. Chi potrà mai fare il prepotente con una persona tanto importante presente lì?"
Sua nonna ci pensò a lungo e poi fissò il suo sguardo azzurro negli occhi del nipote. Sguardo che era molto simile a quello del giovane.
L'anziana prese una ciocca di capelli scuri del ragazzo, l'attorcigliò tra le dita e poi la spinse con delicatezza dietro l'orecchio. "Sono solo preoccupata, ma al tempo stesso molto fiera."
"Abbi fiducia. Ci pensi? Vedrò il Principe da vicino!" sospirò, per poi aggiungere "tu piuttosto, starai bene?"
"Ho Ludo che bada a me!" Sbuffò la vecchietta, ritenendo il discorso superfluo "E poi sono più che autosufficiente. Mi hai visto? Anzi è ora che prepari la colazione. A breve passerà l'auto dell'università."
"Sì" sussurrò, pensando all'auto privata dell'università. Ricordandosi poi delle parole della donna sospirò: "Nonna ma Ludo, anche lei è anziana. Non sempre può..." Ma la donna si era già alzata, pronta a mettersi all'opera. Il ragazzo aveva più volte provato a dire che la vicina di casa non poteva sempre passare, ma sua nonna aveva insistito che anche a costo della vita Peter avrebbe frequentato l'università. Se non lo avesse fatto, piuttosto lo avrebbe cacciato. Vero, spesso e volentieri sua nonna borbottava, ma Peter sapeva che era l'unica che credeva in lui e che piuttosto lo avrebbe trascinato per un'orecchio, ma la scuola era fondamentale!
"L'ultima colazione insieme" sbuffò tristemente Peter, sua nonna però era troppo impegnata e non lo sentì.
"Ah!" disse poi all'improvviso la donna, urlando dalla cucina e facendo spaventare il ragazzo che corse immediatamente da lei. Arrivato la donna disse: "Che dici lì tagliamo i capelli? Sono ormai alle spalle! Aaaah un piccolo omega. Così bello... povero, povero. Ti mangeranno!"
"..."

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