Un giorno di primavera con Andrea Audrey, autrice di 'Amor Fati' 💙

 Buongiorno a tutti con una nuova intervista! 

Oggi ho il piacere di avere con noi Andrea Audrey, che ringrazio infinitamente! Vi lascio alla sua splendida intervista 💙


Ciao e grazie per essere qui! Per prima cosa presentati, cosa fai nella vita.

Prima di tutto grazie a te per esserti interessata a me e al mio libro!

In secondo luogo, beh, mi chiamo Andrea Audrey e faccio la scrittrice. Dritto al punto e perfetto per una seduta degli Alcolisti Anonimi, non credi? Non sono capace a presentarmi, questa è la realtà, convivo con me stessa come se fossimo coinquiline che non si parlano, perciò quando arriva il momento di dire chi sono, mi ricordo a malapena il nome di battesimo e il numero di scarpe. Quindi ecco, questa sono io, una ragazza (m’illudo che a 28 anni io possa ancora definirmi ragazza) che scrive, un’autrice se vogliamo fare i professionali, e nella vita cerco di arrangiarmi tra un romanzo scritto, venti letti, e video divulgativi sulla letteratura, la mia più grande passione.

 

Descriviti con tre aggettivi.

Empatica, Creativa, Perfezionista. Per trovare tre aggettivi che non fossero insulti alla mia persona, c’è stato bisogno di un concilio ristretto con mia madre e mia nonna. Non mi prendo la responsabilità delle loro scelte.

 

Come ti sei avvicinata alla scrittura?

Più che avvicinata, ne sono stata investita come un tram in piena faccia. Ho cominciato a scrivere appena ho imparato a farlo, avrò avuto cinque o sei anni e già mi cimentavo in vergognosi versetti che nella mia testa suonavano come poesie. Ho iniziato con le poesie, in effetti, con pensieri e ragionamenti, prima di trovare il coraggio di passare alle storie.

 

Ho visto che hai da poco pubblicato il tuo primo libro, complimenti! Ti va di parlarcene un po’?

Grazie di cuore, non vedevo l’ora di liberarmene, si può dire? Amor Fati è una storia che ha graffiato e urlato a lungo dentro di me, prima che io accettassi di volerla scrivere. Si tratta di una storia umana che racconta difficoltà di vita vera, ma attraverso una grande metafora fantasy. Ci troviamo a Stonemoore, un luogo, un mondo e un continente che potrebbe essere il corrispettivo fantastico della nostra terra. E ci troviamo nelle scarpe e sotto la pelle di Lara Huxley, una ragazza che non ne può più della vita, che non ne più più di se stessa, ma che per una lunga serie di motivi a lei non congeniali, si troverà a dover combattere non solo per la vita che lei non desidera più avere, ma anche e soprattutto per quelle di tutti gli abitanti del continente, sopraffatti da una misteriosa malattia magica che non ha cura.

 

Da dove hai preso l’ispirazione per il tuo racconto?

Suppongo da me stessa, dalla mia esperienza personale con la vita, con la morte, con tutte le cose che rendono l’esistenza qualcosa di tangibile. Vorrei avere dei riferimenti più chiari, ma l’unico che posso offrire non scaturito da qualche meandro del mio essere, è la filosofia. La filosofia mi ha ispirata, così come fa ogni giorno. Amor Fati è un concetto filosofico, stoico e poi ripreso da Nietzsche, che parla di destino e di accettazione. Due temi fondamentali nella mia storia.

 

 

Se ne avessi la possibilità cambieresti qualcosa?

Oh si, ora come ora, si. Per il semplice fatto che sono la personificazione della sindrome dell’impostore, e combatto ogni giorno con il desiderio di cambiare e rifare qualsiasi cosa, che non sarà mai abbastanza per la parte di me che trova difetti in tutto.

 

Cosa non deve mai mancare secondo te in un romanzo? Ergo, cosa non mancherà mai nei tuoi scritti?

L’emozione. L’anima, il sentimento. La sua umanità.

 

Se dovessi associare un colore al tuo libro quale assoceresti e perché.

Il verde, anche se la copertina l’ho fortemente voluta rossa, il contenuto di Amor Fati è verde, come la speranza, come i boschi, come gli occhi di un personaggio molto importante nella storia.

 

Qual è stato il personaggio più difficile da scrivere? Come mai?

Lara, la protagonista, la mia versione d’inchiostro. Lara è stata faticosa perché ho dovuto rivivere con lei, parti di me che avevo sepolto. 

 


Che emozioni provi nel sapere che un tuo libro, una tua idea, può essere letta da altre persone?

Terrore e angoscia? Ansia? Desiderio di scappare in Tibet e non farmi più rivedere? Questo è quello che direi di getto, e lo sottoscrivo perché non mi vergogno delle mie insicurezze. Provo però anche tanta speranza, e soddisfazione.

 

Hai dei retroscena da svelarci che nessuno sa?

Non so quanto possa valere come retroscena, ma Anna, la nonna di Lara, è la mia nonna. L’Anna del libro, è una copia carbone dell’Anna nella mia vita. Una donna meravigliosa, forte, speciale, e che sta affrontando le stesse difficoltà del suo personaggio. Vi direi quali, ma sarebbe uno spoiler! Ah, e c’è anche il mio cane, da qualche parte nel racconto, e anche qui, a indovinare dove e perché, dovrete essere voi.

 

Stai scrivendo altro? Hai progetti futuri?

Ebbene si, sto lavorando a una nuova storia, molto differente e lontana da Amor Fati.

 

Se dovessi augurarti qualcosa per il futuro cosa sarebbe?

Poter essere sempre in grado di fare ciò per cui esisto. Scrivere, conoscere, imparare e raccontare.

 


Ti ringrazio per essere qui e se vuoi lasciami la tua pagina autore Social e il link per il tuoi libro così che i lettori possano trovarti facilmente.

Grazie a te, di cuore, per l’interesse e l’opportunità che mi hai dato. Su Tikok sono @autriceandreaudrey, su Instagram invece @audreysnature

Il mio libro lo si può trovare a questo link, 'Amor Fati' su Amazon, così come su tutti gli store online.


ESTRATTO:




Commenti

Post più popolari