Dal romanzo 'Engaged' arriva da noi l'autore Beppe Roncari!

Buongiorno bimbi 💙 

Oggi sono molto contenta di avere come ospite Beppe Roncari, che ringrazio nuovamente. 

Troverete l'intervista molto interessante, leggere per credere.

Iniziamo!


Ciao, sono molto contenta che tu sia con noi oggi! Per prima cosa fai una piccola presentazione di te e alla fine descriviti con tre aggettivi.

Ciao, ne sono felice anch’io! Sono Beppe Roncari e sono uno scrittore di romanzi fantasy e storici, con un pizzico di romance, che non guasta mai. Sono creativo, accurato e appassionato.

 

Come ti sei avvicinato alla scrittura?

La scrittura è una passione da sempre, per me. Ancor prima di imparare a scrivere mi raccontavo storie da solo per combattere la solitudine e la noia. Ho iniziato a lavorare al mio primo libro a quattordici anni, un fantasy epico stile Il Signore degli Anelli, con tanto di mappe, secoli di storia, lingue, etnografia, tutto accuratissimo. Ci ho messo sette anni per completarlo. In seguito ho studiato da sceneggiatore e non ho mai smesso di scrivere racconti e di studiare scrittura creativa. Ho anche tradotto diversi libri, sia dall’inglese sia dal francese.

 

Quando hai pubblicato il tuo primo libro? Di cosa parla?

Il mio primo libro pubblicato è “NumaPompilio. Il Figlio dei Numi”, uscito con Mondadori nel 2021 e scritto a più mani con Flavia Imperi e Franco Forte. È un romanzo storico che fa parte della serie dei Sette Re di Roma, un progetto collettivo di quattordici scrittori, due per libro, con Franco come autore di serie. Parla della vita del secondo re di Roma, il successore di Romolo, e del suo amore per la ninfa Egeria... ma non è un fantasy. Ogni elemento leggendario ha una spiegazione razionale, profondamente legata alla cultura spirituale e materiale dell’VIII secolo a.C.

 


Cosa ti ha spinto a pubblicare e che emozioni hai provato?

Leggiamo per sentire che non siamo soli, e io scrivo per lo stesso motivo. Per me fruire narrazioni e crearne di nuove fa parte di una comunicazione con l’altro, a volte anche con persone molto lontane nel tempo e nello spazio. Se ci pensiamo, la scrittura è una forma di magia! Quando è uscito il mio primo libro ho provato gratitudine, timore, sindrome dell’impostore, esaltazione, divertimento… tutto insieme. Adoro essere da “questo lato” del libro.

 

Qual è stato invece il tuo ultimo romanzo? Puoi parlarcene?

Il mio romanzo più recente è una dilogia, un’unica storia divisa in due volumi: Engaged 1. Il Libro di Renzo ed Engaged2. Il Segreto di Lucia, un retelling fantasy storico de I Promessi Sposi. Seguendo un gioco letterario generato dal grande autore stesso, ho restituito alla storia due elementi che Manzoni aveva tagliato: la magia e la storia d’amore tra Renzo e Lucia. In Engaged a raccontare le vicende è proprio l’Anonimo del Seicento, che ha vissuto la vicenda in prima persona e sa che in realtà c’era lo zampino di angeli, demoni, società segrete, streghe e lupi mannari, oltre a inquisitori, monache inquietanti e signorotti prepotenti. Il libro parte come un prequel, presentando i personaggi da adolescenti, in un momento in cui Lucia è un maschiaccio e Renzo e Rodrigo (che non è ancora “don”) diventano amici. E Rodrigo non è esattamente innamorato di Lucia… Ma non faccio spoiler. La vicenda si apre con  il rogo di Giordano Bruno (1600) e si chiude con il processo di Galileo Galilei (1633), dando alla “Provvidenza” una spiegazione molto più fantastica rispetto a quella di Don Lisander.

 

Se ne avessi la possibilità cambieresti qualcosa nel tuo ultimo scritto?

Se potessi ne farei una trilogia, in cui il libro centrale, che ora occupa la prima parte del secondo volume, sarebbe dedicato in gran parte alla Monaca di Monza e all’Innominato.

 


Che genere trattano i tuoi libri e come mai proprio quello?

Il genere dei miei libri è il fantasy storico con una punta di romantasy. Semplicemente, scrivo di quello che amo, e io adoro il fantasy, la storia e la letteratura.

 

Cosa non deve mai mancare secondo te, da lettore e da scrittore, in un romanzo? Quindi automaticamente quando una persona acquista un tuo scritto cosa troverà sempre e perché?

Secondo me deve essere lo scrittore a fare il duro lavoro di ricerca e progettazione per permettere al lettore di vivere un’avventura “chiavi in mano”, divertente, appassionante, che non annoia e in cui tutti i nodi vengono al pettine. Mi piace lasciarmi andare mentre scrivo, ma prima di farlo preparo sempre una struttura molto dettagliata, le semine e le mietiture, e ho bene in mente il finale verso cui evolve il cammino dei personaggi. Per me è da come si conclude che una storia prende davvero senso. Un mio lettore quindi troverà personaggi da amare e da odiare, risposte alle sue domande e scoprirà che anche i “cattivi” hanno delle motivazioni profonde.

 

Che emozioni provi nel sapere che un tuo libro, una tua idea, può essere letta da altre persone?

È pura magia. Come ho già detto, per me le storie sono una forma concreta di incantesimo con cui possiamo comunicare con persone lontane nel tempo, nello spazio, con un loro vissuto, una loro cultura, idee e credenze. Mettere una storia fuori nel mondo a volte è come lanciare un messaggio in bottiglia… con la differenza che poi a volte le risposte arrivano.

Quando ho la possibilità, mi fa sempre piacere incontrare le mie lettrici e i miei lettori e sapere che cosa hanno trovato nelle mie storie.

 


Qual è stato il personaggio di tutti i tuoi scritti più difficile da scrivere? Perché?

È stato difficile scrivere della Monaca di Monza, sia perché era già un personaggio eccezionale in Manzoni, sia perché quello che le è stato fatto nella Storia (quella con la S maiuscola) è davvero terribile. Purtroppo, anche oggi molte donne continuano a subire sorti simili e persino peggiori, e per me come uomo immedesimarmi e rendere nel modo più rispettoso questo punto di vista è stato impegnativo, e per riuscire al meglio ho chiesto il supporto delle mie immancabili beta-lettrici.

 

Al contrario, il più semplice?

Mi identifico molto nel personaggio di Simone Manzoni detto il Gambarello, un caro amico di Renzo in Engaged, perché è un po’ un  nerd ante-litteram, e raccontare il suo mondo mi è venuto spontaneo. Stranamente, mi dicono che mi vengono molto bene anche i “cattivi”, come Don Rodrigo, l’Innominato e il demone Belial.

 

Quando scrivi t’ispiri a qualcuno/qualcosa?

Alle persone che ho conosciuto, sia attraverso l’esperienza diretta, sia attraverso libri e racconti che ho amato. Sono il tipo di persona che in treno osserva gli altri viaggiatori e si chiede: chissà chi è quella persona? Cosa starà pensando? Che storia avrà?

 

Hai dei retroscena da svelarci sul tuo ultimo libro che nessuno sa?

Sarebbero ad alto rischio spoiler! Diciamo solo che in Engaged mi sono permesso di “correggere” Manzoni dove lui stesso si è preso delle licenze storiche, per esempio nelle vicende che riguardano la Monaca di Monza (c’era una discrepanza di vent’anni), il Cardinal Borromeo (che non era affatto così santo come ci viene presentato ne I Promessi Sposi) e l’Innominato (che nella realtà storica non si è esattamente “convertito”). Anche le vicende degli avi di Manzoni e la loro faida sanguinosa con la famiglia di Don Rodrigo, gli Arrigoni, che narro nel romanzo, sono assolutamente fondate su documenti reali.

 

Stai scrivendo altro? Hai progetti futuri?

Sì, ho appena consegnato al mio nuovo editore un romantasy storico con Shakespeare, le fate e la Dark Lady dei Sonetti. Titolo di lavorazione “Shakespeare ERASED – La Scuola della Notte”.

 

Ti ringrazio nuovamente per essere qui e se vuoi lasciami le tue pagine pagine Social, in modo che chi legge possa trovarti facilmente.

Grazie a te, è stato un piacere!

Le lettrici e i lettori mi possono trovare sotto il mio nome e cognome su:

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