Recensione libro 'Frankenstein' per i 'Classici di Manu'
Trama:
Tra i ghiacci dell’Artico l’esploratore Robert Walton trova un uomo stremato e lo accoglie sulla sua nave. È Victor Frankenstein, che gli racconta la sua terribile storia. Giovane e brillante scienziato, Frankenstein è riuscito a infondere la vita in una mostruosa creatura da lui stesso assemblata con pezzi di cadavere. Ma il successo ha avuto un prezzo, e tremendo.
Recensione: ⭐️
Questa nuova recensione de "I classici di Manu" ci porta all'interno di uno dei fantasy gotici per eccellenza: 'Frankenstein'.
Se vi state chiedendo perché vi porto l'ennesima recensione di un libro che ho trovato brutto, la risposta è molto semplice, anzi, le risposte sono due.
Primo perché mi devo sfogare (scusate XD), secondo perché dò il meglio di me quando sclero dietro a una cosa che mi ha infastidita o fatta incazzare. Non so bene cosa questo vi dica di me, ma non posso essere più onesta di così.
Per la cronaca, ricordo a tutti che è il Dottor Frankenstein il protagonista citato nel titolo, non il mostro, il mostro viene semplicemente chiamato la Creatura. Manco un nome aveva, sto poveraccio. Capite come viveva? Vabbe'.
Torniamo alla trama.
Il Dottor Frankenstein durante gli anni dell'Università decide che deve fare qualcosa di grandioso, qualcosa che lo avvicini ad essere un dio, e quale cosa migliore che creare la vita? Così recupera della parti di cadaveri e costruisce la Creatura. Dopo averla, anzi averlo, perché è maschio, animato, si pente di quello che ha fatto e scappa.
Già questo vi dà l'entità del coraggio del personaggio. Ha fatto una cazzata, passatemi il francesismo, e scappa. Bravo. Bell'esempio di umanità. Complimenti.
Come non prendersi le proprie responsabilità, lezione by il dottor coraggio!
Avete già capito che il caro dottore non è esattamente nella mia top ten dei personaggi preferiti.
Per di più, dopo aver abbandonato una creatura incapace di parlare e di esprimersi in generale, incapace di difendersi e che non ha la minima idea di chi sia e di dove sia capitata, passa tutto il resto della sua vita (per fortuna breve, dico io) a struggersi per quello che ha fatto!
Nella sua mente però, senza mai raccontarlo a nessuno, tediando solo noi poveracci che ci siamo avventurati nella lettura di questo libro convinti di leggere una fantastica storia gotica con un mostro come protagonista e invece ci troviamo davanti a un omuncolo incapace di vivere la propria vita perché schiacciato dai sensi di colpa. Noia.
Non mi biasimerete quindi se dopo il loro incontro, circa a metà libro, dove scopriamo che cosa ha fatto la Creatura in tutti quegli anni in cui noi siamo stati appresso al dottor coraggio e alle sue lamentele, io inizi palesemente e senza alcun senso di colpa a fare il tifo per il mostro.
Il modo in cui ha imparato ad affrontare la vita da solo, a crescere, a sopravvivere, mi ha fatto provare molta più empatia per la Creatura che per il suo creatore.
Purtroppo la Creatura abbandonata impara anche l'odio e la solitudine e torna a cercare il suo creatore dapprima per avere qualcosa da lui, ovvero una compagna da amare, e poi, al suo rifiuto, per vendicarsi.
E qui finalmente inizia la parte più interessante, per me, della storia: l'inseguimento. E, finalmente, la fine!
Ora, non dico che non lo consiglierei nemmeno al mio peggior nemico, però io non ricordo nella vita di aver letto un libro più noioso di questo. Non è nemmeno lungo, ma avrebbe potuto dire le stesse identiche cose con molte meno pagine. Ma moooolte di meno!
Sono sicura che la storia in sé sia molto bella e abbia anche diversi messaggi interessanti da trasmettere, purtroppo, come sempre quando ho a che fare con i classici, il mio problema è il modo, lo stile.
Ho preferito di gran lunga i vari film e adattamenti che ho visto negli anni, almeno un pò di movimento là c'è.
Voi cosa ne pensate? È il vostro tipo di classico?
Fatemi sapere! XOXO
PICCOLO SPOILER FINALE, NON LEGGETELO SE NON SAPETE E NON VOLETE SAPERE COME VA A FINIRE!
Sapete qual è l'unica parte che mi è davvero piaciuta del libro? La fine. Perché almeno, essendo morti entrambi, sono sicura che non si può scrivere un sequel.
E non mi scuserò per la cattiveria.
XOXO


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