Nel dark fantasy con Raffaele Rubechini
Buongiorno con una rubrica molto apprezzata, ossia le nostre amate interviste!
Oggi abbiamo con noi Raffaele Rubechini! Che ringrazio nuovamente per la disponibilità!
Iniziamo…
Ciao e grazie per essere qui! Per prima cosa presentati, cosa fai nella vita.
Ciao! Grazie a te. Mi chiamo Raffaele,
classe ‘98, e vivo a Bologna. Sono pedagogista in libera professione e mi
occupo soprattutto di consulenza pedagogica e supporto alle famiglie con a
carico adolescenti neurodivergenti (autismo e ADHD), con interesse anche
nell’educazione alla lettura. Questa parte si sposa con il mio altro lavoro
artistico, quello dello scrittore. Scrivo soprattutto romanzi dark fantasy con
protagonisti queer, uno strano mix tra grimdark e romance m/m!
Descriviti con tre aggettivi.
Cocciuto, dinamico, riflessivo.
Come ti sei avvicinato alla scrittura?
Grazie ai miei genitori. Entrambi mi hanno
sensibilizzato alla lettura sin da piccolo e mio padre mi ha fatto innamorare
del fantasy. Per anni, tuttavia, sono cresciuto con la convinzione che mai
sarei stato in grado di scrivere un romanzo. Nel 2023 ho vinto questa
incertezza e nel 2025 ho pubblicato il mio esordio dopo aver partecipato al
Premio Arcimago. Scrivere è un bisogno per me.
Qual è stato l’ultimo libro pubblicato? Puoi
parlarcene un po’?
Nigredo, il mio esordio pubblicato in self
su Amazon, è il mio piccolo bambino grezzo. Si tratta di una storia brutale che
mescola dark fantasy, thriller-noir e m/m romance. Primo di una trilogia,
Nigredo è la storia di un alchimista (Josef) in cerca di vendetta
per l’omicidio del padre e di un cammina-sogni (Adam) tormentato dalle
memorie infrante del suo oscuro passato. Entrambi sprofondano in un torbido
complotto esoterico tra i bassifondi della metropoli maledetta e corrotta in
cui vivono, complotto che li mette davanti alla cosa più pericolosa di tutte:
la verità su loro stessi. Nigredo, in fondo, è una storia di rottura della
Matrix.
Se ne avessi la possibilità cambieresti
qualcosa nel tuo ultimo scritto?
Di Nigredo non cambierei nulla, ammetto.
Dopo editng matto e disperato assieme alla mia editor, sono soddisfatto del
risultato. Non è un romanzo perfetto, a distanza di tempo lo considero acerbo
ma è il mio esordio ed è normale che io lo veda come tale. Alle mie lettrici (e
lettori!) è piaciuto e continua a piacere, e va benissimo così.
Se avessi la possibilità di incontrare uno
solo dei tuoi personaggi, quale sarebbe? E soprattutto, perché?
Probabilmente Viktoria, la madre di Josef.
Una misteriosa nobildonna decaduta che nasconde più di qualche segreto a suo
figlio. L’idea dietro Nigredo è partita proprio da lei. Senza fare spoiler,
Viktoria è quel personaggio che riflette molto il Raffaele pedagogista ma in
chiave “disperata e incattivita”. Se in un mondo terribile, pieno di miseria e
violenza sistemica, potessimo davvero creare “Dio”? Un’entità capace di rendere
tutto perfetto? Qui, però, mi taccio.
Che
genere trattano i tuoi libri e come mai proprio quello?
Molto banalmente, scrivo di uomini queer dentro storie oscure e brutali. Il
dark fantasy, con i suoi elementi contaminati dall’horror, mi permette di
trasporre un messaggio emotivo: gli uomini queer hanno visto secoli di
repressione e subito innumerevoli violenze, tutt’ora presenti in forme talvolta
più sottili ma comunque gravose. Non parlo mai direttamente di “omofobia” nelle
mie storie ma cerco di rendere al meglio un concetto: perché un uomo gay non
può essere al centro di storie in cui combatte contro oscure entità demoniache,
sopravvive in società brutali, lotta per salvaguardare quei rari spiragli di
amore e diventa protagonista della sua storia e non solo spettatore? Per nessun
motivo, perché è una metafora che descrive ciò che molti uomini queer fanno
quotidianamente nella realtà! Infatti è proprio quello che rappresento. Non
credo che l’orientamento sessuo-affettivo di un protagonista renda
automaticamente bello un romanzo (mai farei un ragionamento del genere), ma
comunque c’è bisogno di rappresentazione. Io, almeno, ne ho sempre sentito la
necessità come uomo queer che ama il fantasy (quello bello cupo, soprattutto).
Cosa non deve mai mancare secondo te in un
romanzo? Ergo, cosa non manca mai nei tuoi scritti?
Conflitto! Assolutamente il conflitto. E
quando dico “conflitto” intendo dinamiche familiari tese e gravose, lotta per
affermare se stessi, liberarsi dalle catene di una schiavitù imposta,
battagliare contro società marce, scendere a patti con la propria moralità e
via dicendo. Sono solo esempi tra i tanti. Di certo, però, non scrivo roba
“cozy” e non sono un lettore “cozy” (nulla di male nel genere! Semplicemente
non è il mio).
Se dovessi associare un colore ai tuoi scritti
quale assoceresti e perché.
Verrebbe da dire nero, eh? Ma per
quanto sia molto presente come colore nei miei scritti (anche troppo!), io
direi “viola”. Racchiude perfettamente quello che cerco di fare: rabbia e
desiderio del rosso mescolati a tristezza e riflessività del blu. Il viola,
inoltre, è un colore molto spirituale ed è un po’ ciò che ho detto prima:
scrivo storie violente per far passare un messaggio emotivo molto specifico.
Che emozioni provi nel sapere che un tuo
libro, una tua idea, può essere letta da altre persone?
Ansia! Sarò onesto, sono sempre molto
attento alle opinioni delle lettrici e lettori. E ho sempre bisogno non solo di
feedback ma anche di critiche, le chiedo sempre quando qualcuno mi dice “che
bello, sto per iniziare Nigredo”. Stessa cosa per chi sta leggendo ora il mio
retelling dark fantasy e m/m di Robin Hood su Wattpad (Rootbled), ancora in
corso. D’altro canto, sento anche un forte senso di soddisfazione e connessione
con chi decide di darmi una chance nel leggere ciò che scrivo. In fondo, scrivo
per comunicare qualcosa a qualcuno e questo “qualcuno” sono le lettrici
e i lettori.
Hai dei retroscena da svelarci che nessuno sa?
Stai scrivendo altro? Hai progetti futuri?
Qui ci sono news succose. Insieme a Elle
M.P. e Samantha Grandotti (mie due amiche e colleghe scrittrici) ho scritto tre
retelling dark fantasy e queer, uno a testa. Il mio è il retelling di Robin
Hood, Rootbled, e attualmente sta uscendo a episodi su Wattpad. Ma
potrebbero esserci novità croccanti a breve. Inoltre, sto lavorando anche ad
altro ma per ora qui mi tengo in totale silenzio per pura scaramanzia! Posso
dirvi che sarà sempre qualcosa di dark fantasy e con due nuovi squinternati
protagonisti. Nigredo e (e i suoi due sequel del Ciclo della Teogonia) sono in
self, ma con questi altri lavori mi sto spostando in un processo più
tradizionale a livello editoriale. Ascoltatevi e guardatevi il video di Bite
Marks (la canzone/trailer di League of Legends su YouTube) per farvi
un’idea circa le vibes della cosa top secret che sto scrivendo. Non dico altro.
Se dovessi augurarti qualcosa per il futuro
cosa sarebbe?
Vorrei pubblicare anche all’estero. Non
chiedo di diventare un autore bestseller, non ho questa arroganza e non
sovrastimo le mie capacità. Ma mi piacerebbe ampliare la cerchia di lettrici e
lettori.
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