'I classici di Manu' ci porta 'Le tigri di Momprancem' di E. Salcari

 Bentornat* a "I classici di Manu"!

Oggi parliamo di un romanzo di avventura, un classicone nostrano, considerato adatto ad adulti e non.

Ora, abbiamo tutti presente Sandokan, no?

Ecco, io credo di aver fatto l'errore enorme di leggere questo libro dopo aver visto i cartoni da bambina e i film con Kabir Bedi, quindi avevo dei ricordi molto diversi di Sandokan e delle sue avventure. 



Tanto per cominciare il libro inizia con il nostro protagonista che si sta lagnando, anzi, sta letteralmente piagnucolando, perché ha sentito parlare di questa fanciulla meravigliosa, dalla bellezza incomparabile, e deve essere assolutamente sua, perché si è perdutamente innamorato e non può più vivere senza di lei. Così. Senza nemmeno averla mai vista. Senza che si siano scambiati mezza sillaba. Solo sentendone parlare dai suoi uomini, che l'hanno vista da lontano, col binocolo. Un binocolo di quei tempi eh, non uno di adesso. 

Ve lo immaginate? Il terrore dei sette mari piagnucola per una gonnella! 

Io boh, basita. Diciamo che non è stato proprio un inizio entusiasmante… 

E purtroppo non migliora…

Sì, poi partono le avventure dei nostri pirati, o meglio, l'avventura, che poi sarebbe di andare a recuperare Marianna per Sandokan, che se no non dorme più, e poi difenderla dai tentativi del padre di riprendersela, però è tutto molto lento e francamente anche noioso.

Tutto questo casino poi, per andarsi a ficcare in mezzo agli inglesi, che ovviamente non vedono l'ora di mettere le mani su Sandokan una volte per tutte e farlo fuori. E tu ti vai a infilare nella tana del lupo per una ragazzina (perché di fatto questo è) che non hai mai visto in vita tua.

Chiaro, no? Coerente.

In più è uno dei libri che è, secondo me, invecchiato peggio che io abbia mai letto! 

Mai visto un libro più classista, sessista e razzista di questo! Verissimo, va contestualizzato, i tempi erano diversi, però a me ha fatto solo salire l'amaro in bocca… davvero, non è cosa per me evidentemente. 

(A onor del vero, ho provato a leggere anche il secondo della saga, ma è praticamente la copia del primo, solo con personaggi differenti. Forse dovrei dare una possibilità al terzo per vedere se capisco dove andrà a parare, ma già la scrittura è ostica, il testo è noioso, non so se ne avrò la forza.)

Anche le descrizioni dei personaggi sono pessime. Sono delle macchiette. 

A cominciare da Sandokan, per continuare con Marianna che appena lo vede lo ringrazia per averla salvata (ok, il matrimonio combinato non piace a nessuno, ma anche meno, è l'acerrimo nemico di tuo padre!), che lo aspettava da una vita intera (ma de che, che hai solo 12 anni?), e che è perdutamente innamorata di lui (anche qua non si sa di cosa, visto che non lo aveva mai visto prima).

Belle le descrizioni, belli gli ambienti, ma non valgono tutto il resto, purtroppo per me.

Voi cosa ne pensate? Vi piace come romanzo, riuscite a contestualizzarlo con il periodo, o siete in difficoltà come me?

Vi aspetto nei commenti!

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