'I libri preferiti di Manu', abbiamo oggi la recensione di 'The outsiders - i ragazzi della 56esima strada'
Un altro mese è passato! Abbiamo quindi una nuova recensione per la rubrica 'I libri preferiti di Manu'
Iniziamo!
COVER:
TRAMA:
Da quando un incidente d’auto si è portato via i genitori, Ponyboy, 14 anni, vive in equilibro instabile con i fratelli maggiori Darrel e Sodapop, con l’ombra dei servizi sociali a rabbuiare i giorni. La vera famiglia di Ponyboy è però più larga, e abbraccia gli altri membri dei Greaser, la banda dei ragazzi dei quartieri poveri in costante guerra con i Soc, i rampolli con la puzza sotto il naso e i portafogli sempre gonfi. Ma una sera Ponyboy e l’amico fragile Johnny conoscono due ragazze Soc, e si scoprono meno diversi di quanto credessero. Nella lunga notte, lo sconfinamento innesca però una spirale di rabbia violenta, mettendo Soc e Greaser di fronte all’unica domanda che non si sono mai posti: è davvero il quartiere in cui siamo nati a determinare chi siamo, e ancor più chi diventeremo, oppure tutti, ricchi o poveri, lottiamo con gli stessi dilemmi, e ammiriamo gli stessi tramonti?
Recensione:⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Per la rubrica "I libri preferiti di Manu", ecco a voi un grande classico Americano!
Avete presente il film?
Quello con Patrick Swayze, Tom Cruise, Matt Dillon, Rob Lowe, C. Thomas Howell, Emilio Estevez e Ralph Macchio!
Esatto, proprio il film precedente alla loro grande fama, prima che diventassero famosissimi in tutto il mondo con film tipo "Karate Kid" e "Mission Impossible" o ancora "Dirty Dancing" e "Ghost" oppure "Tutti pazzi per Mary" e come non citare "The Amazing Spiderman"!
Ecco, lui. Tra l'altro il film è bello tanto quanto il libro! Raro caso, come per "Stand by me", già citato precedentemente in questa rubrica.
Ho letto per la prima volta questa libro quando ero più piccola di Ponyboy e ricordo che mi colpì moltissimo!
Sarà stato perché parlava di un mondo completamente diverso dal mio, per il modo in cui è stato scritto, come se davvero lo avesse scritto il protagonista (è infatti raccontato in prima persona), per lo stile semplice e così vicino a me, così comprensibile nonostante tratti temi complessi, per i suoi personaggi, così diversi eppure così simili tra loro, forse per tutte queste cose assieme, fatto sta che non riuscivo a levarmelo dalla testa.
Decisi di rileggerlo dopo anni, ormai ne avevo più di 20, lo lessi in un paio d'ore, risi, piansi, fu come tornare a casa.
L'ho letto ancora e ancora e ancora, non so più quante volte nel corso degli anni.
L'ho riletto proprio ora, prima di scriverne la recensione, per avere i ricordi più freschi e definiti. Ho riso di nuovo, ho pianto ancora, non volevo che finisse, l'ho terminato con la gola chiusa e la consapevolezza che mi cambiò davvero la vita allora.
Ha cambiato la mia concezione di amicizia, di famiglia, di ricchezza e povertà, di cosa è davvero importante nella vita.
Ma cosa vuol dire essere un Soc o un Greaser?
I Soc sono ragazzi ricchi, girano in auto costose, vestiti firmati, puliti, eleganti, vanno bene a scuola e sembrano non avere preoccupazioni di sorta. Sembrano, appunto. Perché, come dice Cherry: "Ci scommetto che pensi che i Soc fanno una vita facile. Ma ti dico una cosa, Ponyboy, e magari sarà una sorpresa. Noi abbiamo dei problemi che voi nemmeno vi immaginate. La vuoi sapere una cosa? La vita è dura dappertutto."
E ancora: "Siamo sempre in cerca di qualcosa che ci faccia contenti, e non lo troviamo mai. Forse se perdessimo il nostro distacco ci riusciremmo."
E com'è essere un Greaser? Come le risponde Ponyboy: "È per questo che siamo lontani. Non sono i soldi, è il sentimento: voi non sentite niente e noi sentiamo troppo forte."
I Greasers sono poveri, pieni di brillantina nei capelli, sporchi, spesso dimenticati dai genitori, ubriachi, caciaroni, ladri e rissosi.
"Quando hai 13 anni nel nostro quartiere hai capito tutto."
Sono ragazzi che vedono troppo, sentono troppo e molti di loro passano più tempo in prigione che a casa.
Ovviamente non è tutto qui, ma questo è l'inizio. L'inizio dell'inimicizia dei due gruppi che li porta spesso a scontrarsi e organizzare vere e proprie risse.
Per alcuni dei nostri ragazzi, questo è l'inizio della fine…
Il nostro protagonista, Ponyboy, è un ragazzo intelligente, un sognatore, uno che si pone molti interrogativi, un dritto.
Il fratello maggiore, Darrel, è "duro come una roccia e quasi altrettanto umano. Ha gli occhi come il ghiaccio.", ci dice Ponyboy. Ma, ovviamente, scopriremo che non è tutto qui, sotto la superficie dura, c'è un ragazzo di 20 anni che fa il possibile perché i suoi fratelli restino a vivere uniti, con lui, e non gli vengano portati via.
Sodapop, il fratello di mezzo, è il fratello allegro, quello che non sta mai zitto, il ragazzo che ha una parola buona per tutti, che ha mollato la scuola perché si sente troppo stupido.
Davvero, non si può amarli!
Quando ero piccolina ero perdutamente innamorata di Ponyboy, ma rileggendolo oggi mi sento molto più vicina a Darrel e al suo desiderio di tenere la famiglia unita e provo un'attrazione pericolosa per Dally, probabilmente a causa della mia passione per i dark romance e per i personaggi oscuri.
Lo stile di scrittura è infantile, in quanto parliamo di un libro pensato per ragazzi giovanissimi, coetanei di Ponyboy, ma diretto, arriva dritto al cuore e colpisce forte dove fa più male.
E, nonostante ormai abbia letto questo libro un'infinità di volte, nonostante ormai sappia come va a finire, il finale mi lascia sempre in lacrime.
Perché "Le cose erano difficili dappertutto, certo. Dappertutto nell'East Side. Non mi sembrava giusto."
E quindi alla fine mi ritrovo sempre a piangere. Per Ponyboy che vuole solo una vita più semplice, per Darrell che voleva andare al college, per Sodapop che voleva solo che i suoi fratelli andassero d'accordo e che la sua ragazza lo sposasse, per Dally che non sentiva più nulla, perché se sei un duro nessuno può farti del male, per Johnny che voleva solo l'amore dei suoi genitori e andarsene dal quartiere, per tutti gli altri, figli di una vita bastarda, che quelli come loro non li guarda nemmeno.
"Quando sei un bambino è tutto nuovo, tutto alba. È quando ti sei abituato a tutto che è giorno. Come te che ami i tramonti, Pony. Quello è l'oro. Rimani così, è un bel modo d'essere."


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